venerdì 6 aprile 2012

It's a Man's World

Le probabilità che Hennessy Youngman e l'ammucchiata di "It's a small, small world" riescano a trasformare l'autoreferenziale comunità artistica su cui il rapper ironizza nei suoi Art Thoughtz sono all'incirca le stesse che ha Beppe Grillo di rinnovare la classe politica italiana con il Movimento 5 Stelle. Considerato il grado di integrazione di Hennessy nel mondo dell'arte ufficiale, sembra proprio che il suo populismo un tantino ipocrita non faccia altro che perpetuare quegli stereotipi che finge di voler smantellare. Ma ciò che lascia ancora di più l'amaro in bocca è il sarcasmo disincantato, a tratti supponente e derisorio, che si cela dietro l'operazione di Massimiliano Gioni e Maurizio Cattelan. Il tempo delle burle sagaci, delle provocazioni audaci, degli equivoci e dell'ambiguità è finito. Le tragedie di questi giorni sono diverse da quelle tutte esistenziali di fine millennio. Si può sorridere di fronte alla morte, ma l'attuale crisi economica, sociale e culturale impone serietà. Abbiamo già distrutto abbastanza, meglio ripartire dalle fondamenta, con rigore e impegno. A cominciare dalla prossima Biennale di Venezia.

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