mercoledì 2 maggio 2012

Appunti sul concetto di valore

Non è possibile dare indicazioni stradali senza conoscere la meta da raggiungere. Allo stesso modo un'idea confusa e vaga delle finalità da perseguire impedisce a una collettività spaesata di individuare criteri solidi, seppure non oggettivi, per valutare le decisioni politiche, le scelte economiche, i comportamenti sociali e i fenomeni culturali. Una massa disorientata, che non percepisce distintamente il senso della propria esistenza, non è in grado di assegnare il giusto valore a nulla, tanto meno all'arte. Ogni definizione di valore non può prescindere dalla relazione con scopi e finalità. Il valore di un'opera d'arte non può che essere definito in maniera soggettiva, senza alcuna pretesa di universalità, ma esiste sempre in relazione a un fine. Come ogni atto dell'uomo sulla terra, la creazione artistica persegue uno scopo, che è ogni volta diverso a seconda delle intenzioni dell'artista, del contesto di fruizione dell'opera, della sensibilità del pubblico. Quanto più l'arte si avvicinerà all'obiettivo sulla base del quale la si valuta, tanto più avrà valore. Se, ad esempio, l'obiettivo è il compiacimento estetico, avrà maggiore valore l'opera più armonica nelle forme e nei colori. Se il fine è politico, avrà maggiore valore l'opera in grado di condizionare le opinioni del pubblico. Compito della critica è esplicitare i criteri di valutazione sulla base di chiare finalità e scopi precisi. Gli obiettivi, poi, non devono essere necessariamente condivisi da tutti. Per questo motivo esistono gusti differenti, certa arte piace e altra no. L'importante è che il pubblico capisca perché qualcosa incontra il suo gusto. Un'opera non può piacere solo perché qualcuno ha deciso così.

1 commento:

  1. in verità la gente comune e non, crede che il valore monetario di un opera stabilisca anche la sua valenza artistica...molti esseri umani ormai vissuti a livello psichico dal modo d'essere ideologico-sociale-mercantile in cui sono nati,falsamente sono convinti che un opera artistica gratuita non possa avere un valore artistico elevato,se essa poi è ri-producibile all'infinito e non è copia unica,perciò non può essere più uno status symbol,aristocratico-artigianale oltre l'aggravante della mancata segnalazione di un critico-rivista famoso-a allora il filisteo collezionista-compratore la evita,magari fra 10 o 20 anni quando la critica più blasonata l'avrà magnificata come opera di grande VALORE ARTISTICO,con relativo valore monetario (è un investimento)allora la prenderanno in considerazione...

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